Noi due, una gran coppia. Noi che ci siamo aspettati, scontrati, allontanati e poi ritrovati. Noi due che a pensarci bene, siamo insieme da quasi 20 anni. Noi due innamorati, amici complici. Noi due che siamo molto diversi, ma abbiamo desideri e volontà comuni. Noi due che ci capiamo al volo, perché ci conosciamo troppo bene.
Noi due difronte ad un altra prova della vita, che non sarà certo la più drammatica, ma di certo è difficile (anche se non si tratta di comprare un paio di scarpe)
Noi che dobbiamo decidere se arrenderci alla natura e sperare in un'improbabile bdc (ndr botta di c..o) o affidarci alla scienza, che pur non da certezze, ma senz'altro qualche chance in più. Noi due che vorremmo prendere una decisione insieme, ma le ripercussioni fisiche e i risvolti emotivi della decisione non hanno uguale peso per entrambi e ne siamo consapevoli. Non vorremmo che nessuno dei due soffrisse....e quasi parlarne ci fa paura. Non è per niente facile buttare il cuore oltre all'ostacolo. Prenderemo senz'altro la migliore decisione possibile. Forse servirà ancora un po' di tempo, ma ce la faremo.
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mercoledì 13 febbraio 2013
Buttare il cuore oltre l'ostacolo
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sabato 19 gennaio 2013
Meno male che c'è lei!
Inutile fingere che va tutto bene. Prima o poi i nodi vengono al pettine. Arriva sera dopo una giornata storta, in cui ti sei nuovamente scontrata con il tuo lato peggiore, che ti porta sempre inevitabilmente dove non vorresti arrivare, perché le cose tu vorresti farle bene, resta che la delusione, il senso di inadeguatezza. Nonostante tutto provi a far buon viso a cattivo gioco, ma la piccola 4enne ti fissa dal water ed esclama con aria sicura: mamma tu a
primavera partorirai!;
- no tesoro....credo che la cicogna si sia dimenticata di noi; afferma la mamma coi lucciconi .
- ma io voglio un fratellino, per coccolarlo, per giocarci..,tutti hanno un fratellino
- dai su, andiamo a letto che è tardi...ti leggo un libro se vuoi....
Il momento critico delle spiegazioni è passato, le lacrime ricacciate dentro a fatica, ma il ciclo è appena tornato e alla realtà non si sfugge...difficile è farsene una ragione.
Meno male che c'è la Ciopo.
primavera partorirai!;
- no tesoro....credo che la cicogna si sia dimenticata di noi; afferma la mamma coi lucciconi .
- ma io voglio un fratellino, per coccolarlo, per giocarci..,tutti hanno un fratellino
- dai su, andiamo a letto che è tardi...ti leggo un libro se vuoi....
Il momento critico delle spiegazioni è passato, le lacrime ricacciate dentro a fatica, ma il ciclo è appena tornato e alla realtà non si sfugge...difficile è farsene una ragione.
Meno male che c'è la Ciopo.
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mercoledì 2 gennaio 2013
2 gennaio 2009: un giorno speciale
Era il 2 gennaio 2009. Dopo un'incredibile e dolorosissima notte finalmente sei nata tu. Ricordo perfettamente e credo che non potrà mai scordare la strana sensazione di averti tra le braccia, dopo averti accarezzato tanto dentro la pancia. Il tuo profumo, il tuo visino rotondo che faceva capolino dalla copertina appartenuta al tuo babbo. Che strano, non pensavo che saresti stata anche tanto affamata ed io così impacciata nel nutrirti.
È stato un giorno di pura gioia, l'amore è venuto con il tempo, ma alla fine sei riuscita a farmi perdere totalmente la testa. L'amore che provo per te è totalizzante e viscerale, al di sopra di tutto.
Da quel giorno la mia vita è cambiata e tu hai contribuito a far di me una persona migliore.
Oggi hai 4 anni e vorresti essere una principessa, come quelle dei DVD che adori e io ti lascio sognare, anche se un po' mi sento in colpa perché un giorno capirai che la realtà è diversa dalle fiabe, ma ci sarà tempo per crescere.
Tanti auguri mia principessa, perché tu possa vivere un bel compleanno!
Ti voglio bene.
La tua mamma.
È stato un giorno di pura gioia, l'amore è venuto con il tempo, ma alla fine sei riuscita a farmi perdere totalmente la testa. L'amore che provo per te è totalizzante e viscerale, al di sopra di tutto.
Da quel giorno la mia vita è cambiata e tu hai contribuito a far di me una persona migliore.
Oggi hai 4 anni e vorresti essere una principessa, come quelle dei DVD che adori e io ti lascio sognare, anche se un po' mi sento in colpa perché un giorno capirai che la realtà è diversa dalle fiabe, ma ci sarà tempo per crescere.
Tanti auguri mia principessa, perché tu possa vivere un bel compleanno!
Ti voglio bene.
La tua mamma.
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lunedì 31 dicembre 2012
BUON ANNO!
C'è una parola sola che mi viene in mente per descrivere l'anno che sta finendo: amarezza.
Gli eventi che hanno caratterizzato negativamente la mia vita professionale, le delusioni e le sconfitte sul fronte personale, mi hanno profondamente segnato e non vedo l'ora di chiudere questo capitolo per ricominciare un anno nuovo.
Mi illudo forse di trovare nel futuro qualcosa di positivo o comunque di migliore, forse sono un'ingenua ma provo a guardare avanti con speranza, lo devo a me stessa e alle persone che mi vogliono bene, in particolare a mia figlia che è una luce che brilla ed illumina il cammino.
Riprendendo le parole di un e-mail ricevuta da una collega, auguro a me stessa e a chi leggerà questo post :
di sorridere a dei sorrisi disinteressati,
di
riuscire a dire grazie per un gesto inaspettato
e provare ad essere migliori,
che é sempre possibile.
BUON ANNO!!!
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lunedì 10 dicembre 2012
È quasi Natale e....
È quasi Natale e vivo oscillando tra sentimenti positivi e negativi. Che ci posso fare, citando Samuele Bersani dico che io per un niente vado giù, è uno dei miei limiti.
Se da un lato è sicuro che non riusciremo mai ad avere un altro figlio naturalmente, dall'altro lato è certo che abbiamo con noi già un piccolo immenso tesoro che riempie la nostra vita.
Così aspettiamo Natale,
senza chiedere nient'altro che un po' di serenità per noi.
L'albero è stato decorato e il presepe di ancora del tutto pronto, ma lentamente ci stiamo addentrando nello spirito della festa, cercandone il vero spirito al di la di regali e pranzi abbondanti.
La Ciopo non mi ha dettato una lettera per babbo Natale, perché fondamentalmente credo che non impazzisca per i giochi pubblicizzati in tv o nei depliant dei negozi di giocattoli. Preferisce stare ad osservare le pagine di un libro o ascoltare qualcuno che glielo legge.
Avrà in ogni modo
i suoi regali .... Gioieremo assieme al lei. Va bene così.
Se da un lato è sicuro che non riusciremo mai ad avere un altro figlio naturalmente, dall'altro lato è certo che abbiamo con noi già un piccolo immenso tesoro che riempie la nostra vita.
Così aspettiamo Natale,
senza chiedere nient'altro che un po' di serenità per noi.
L'albero è stato decorato e il presepe di ancora del tutto pronto, ma lentamente ci stiamo addentrando nello spirito della festa, cercandone il vero spirito al di la di regali e pranzi abbondanti.
La Ciopo non mi ha dettato una lettera per babbo Natale, perché fondamentalmente credo che non impazzisca per i giochi pubblicizzati in tv o nei depliant dei negozi di giocattoli. Preferisce stare ad osservare le pagine di un libro o ascoltare qualcuno che glielo legge.
Avrà in ogni modo
i suoi regali .... Gioieremo assieme al lei. Va bene così.
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lunedì 20 agosto 2012
Un post per me
Ci sto seriamente provando da un bel po' di tempo a non vedere le cose con il mio solito inguaribile pessimismo. A cercare di andare oltre alla mia naturale inquietudine. Mi sto sforzando per non cadere nel buio di pensieri che portano solo all'autoflagellaizione.
Sì perchè a volte, se hai un desiderio, crederci fino in fondo aiuta. Volere è potere del resto.
Stavolta però ,per quanto tenacemente io stia resistendo, automotivandomi e spronandomi a vedere il bicchiere mezzo pieno, le cose non cambiano, anzi se possibile vanno peggio che meglio.
Niente di grave, per carità, ma mentre l'orologio biologico scorre, c'è sempre un nuovo ostacolo, una nuova piccola insidiosa complicazione, che mette in discussione tutto che si frappone al desiderio di questo secondo figlio.
E se per concepire la Ciopola avremmo smosso montagne, stavolta stiamo inconsapevolmente percorrendo la strada della rassegnazione.
Spesso, riflettendo, mi trovo a pensare che alla fine se questo è il destino non si può far altro che accettare.
C'è poi un esserino che non arriva al metro (o quantomeno lo sfiora), dalla lingua sempre attiva che molto spesso con la sua vocina quando meno te lo aspetti ti chiede: - mamma ma la cicogna quando me lo porta un fratellino?. Oppure osservando due signori con un cane se ne esce con parole che ti fanno venire i lucciconi: - almeno loro hanno una compagnia, io invece niente, non ho nemmeno un fratellino.Ha solo tre anni e mezzo mi ripeto, è condizionata da ciò che vede, dagli amici che hanno fratelli o sorelle, non può essere diversamente, cosa può saperne lei....ma se le sue parole fossero invece frutto di una profonda sensibilità? e se e ma...
E' davvero dura fare a pugni col destino e con la propria coscienza.
Sì perchè a volte, se hai un desiderio, crederci fino in fondo aiuta. Volere è potere del resto.
Stavolta però ,per quanto tenacemente io stia resistendo, automotivandomi e spronandomi a vedere il bicchiere mezzo pieno, le cose non cambiano, anzi se possibile vanno peggio che meglio.
Niente di grave, per carità, ma mentre l'orologio biologico scorre, c'è sempre un nuovo ostacolo, una nuova piccola insidiosa complicazione, che mette in discussione tutto che si frappone al desiderio di questo secondo figlio.
E se per concepire la Ciopola avremmo smosso montagne, stavolta stiamo inconsapevolmente percorrendo la strada della rassegnazione.
Spesso, riflettendo, mi trovo a pensare che alla fine se questo è il destino non si può far altro che accettare.
C'è poi un esserino che non arriva al metro (o quantomeno lo sfiora), dalla lingua sempre attiva che molto spesso con la sua vocina quando meno te lo aspetti ti chiede: - mamma ma la cicogna quando me lo porta un fratellino?. Oppure osservando due signori con un cane se ne esce con parole che ti fanno venire i lucciconi: - almeno loro hanno una compagnia, io invece niente, non ho nemmeno un fratellino.Ha solo tre anni e mezzo mi ripeto, è condizionata da ciò che vede, dagli amici che hanno fratelli o sorelle, non può essere diversamente, cosa può saperne lei....ma se le sue parole fossero invece frutto di una profonda sensibilità? e se e ma...
E' davvero dura fare a pugni col destino e con la propria coscienza.
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mercoledì 4 luglio 2012
Presentami un blog - La caccia al tesoro di mammafelice!
Come molte altre blogger che seguo, ho deciso anch'io di partecipare alla Caccia al Tesoro di Mamma Felice, vulcano di idee e proposte della blogsfera, un modo divertente per conoscere altri blog e farsi conoscere (dettagli sull'iniziativa li trovate qui!).
E quindi via con le presentazioni:
Carta d'identità e non solo: Mi chiamo Serena ho (quasi) 38 anni e vivo in una bellissima città della Toscana, cui mi lega un rapporto di amore e odio. Il mio profilo Blogger già traccia un mio essenziale ritratto, descrivendo la mia condizione familiare e alcuni tratti salienti del mio carattere. Volendo aggiungere però qualche informazione in più potrei dirvi che sono una contraddizione vivente. Il mio nome Serena appunto, stride un po’ con la mia naturale irrequietezza e cronica insoddisfazione. Sono inoltre una persona riservata (nessuno dei miei amici sa del blog per esempio), però mi piace conoscere persone nuove, scoprire diversi punti di vista, confrontarmi o semplicemente stare in compagnia. Distratta e disorganizzata per natura, per lavoro mi trovo spesso a pianificare e organizzare attività dell’ufficio o a dettagliare regole e norme. Nonostante la mia innata timidezza, non mi sottraggo se c’è da parlare in pubblico. Adoro i tacchi ma porto scarpe basse, adoro vestiti e accessori, ma per pigrizia adotto sempre outfit piuttosto banali e a volte trascurati, estremamente generosa in amore, perversamente gelosa di oggetti ed effetti personali, sono pigra e un po' indolente, ma su molti fronti sono una che non sa proprio aspettare…e chissà quante altre potrei dirne.
Nome del blog e obiettivi: Il nome del mio blog è Serena di Nome ma non di fatto, ed è fondamentalmente un diario personale su cui annoto le mie riflessioni, scrivo molte sciocchezze e racconto soprattutto la vita quotidiana della mia famiglia e più in particolare della mia piccola Ciopola peperina. Il blog rappresenta per me una sorta di auto-terapia, mi aiuta a focalizzare meglio i pensieri e a tener memoria di fatti ed eventi relativi alle fasi di crescita della mia piccola, che diversamente potrebbero andare persi.
Due post che vale la pena di leggere: mare, giochi, divertimento e...qualche riflessione
è l'ultimo post che ho scritto e spero che sia un utile spunto per una piacevole gita con la famiglia
e Donne in cucina: Torta di mele e confidenze mi piace perchè racconta un momento divertente di vita quotidiana insieme alla mia Ciopola;
Se vi va potete seguirmi al seguente indirizzo: http://serenadinomemanondifatto.blogspot.it/
E quindi via con le presentazioni:
Carta d'identità e non solo: Mi chiamo Serena ho (quasi) 38 anni e vivo in una bellissima città della Toscana, cui mi lega un rapporto di amore e odio. Il mio profilo Blogger già traccia un mio essenziale ritratto, descrivendo la mia condizione familiare e alcuni tratti salienti del mio carattere. Volendo aggiungere però qualche informazione in più potrei dirvi che sono una contraddizione vivente. Il mio nome Serena appunto, stride un po’ con la mia naturale irrequietezza e cronica insoddisfazione. Sono inoltre una persona riservata (nessuno dei miei amici sa del blog per esempio), però mi piace conoscere persone nuove, scoprire diversi punti di vista, confrontarmi o semplicemente stare in compagnia. Distratta e disorganizzata per natura, per lavoro mi trovo spesso a pianificare e organizzare attività dell’ufficio o a dettagliare regole e norme. Nonostante la mia innata timidezza, non mi sottraggo se c’è da parlare in pubblico. Adoro i tacchi ma porto scarpe basse, adoro vestiti e accessori, ma per pigrizia adotto sempre outfit piuttosto banali e a volte trascurati, estremamente generosa in amore, perversamente gelosa di oggetti ed effetti personali, sono pigra e un po' indolente, ma su molti fronti sono una che non sa proprio aspettare…e chissà quante altre potrei dirne.
Nome del blog e obiettivi: Il nome del mio blog è Serena di Nome ma non di fatto, ed è fondamentalmente un diario personale su cui annoto le mie riflessioni, scrivo molte sciocchezze e racconto soprattutto la vita quotidiana della mia famiglia e più in particolare della mia piccola Ciopola peperina. Il blog rappresenta per me una sorta di auto-terapia, mi aiuta a focalizzare meglio i pensieri e a tener memoria di fatti ed eventi relativi alle fasi di crescita della mia piccola, che diversamente potrebbero andare persi.
Due post che vale la pena di leggere: mare, giochi, divertimento e...qualche riflessione
è l'ultimo post che ho scritto e spero che sia un utile spunto per una piacevole gita con la famiglia
e Donne in cucina: Torta di mele e confidenze mi piace perchè racconta un momento divertente di vita quotidiana insieme alla mia Ciopola;
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martedì 3 luglio 2012
Mare, giochi, divertimento e...qualche riflessione
E’ bello tornare da una vacanza sentendosi più ricchi. Tornando, infatti, ho avuto la sensazione che oltre al mare, al riposo, ai giochi ci siamo portati a casa qualcosa in più di semplici ricordi.
Sono stati dei giorni felici e spensierati, impreziositi da tanta cordialità, disponibilità e accoglienza, caratteristiche innate della gente Romagnola. In questa terra, ogni anno, ritrovo la piacevole sensazione di sentirmi a casa.
Grazie agli spunti del blog di mamma Claudia abbiamo fatto un giretto nell’entroterra Riminese, assecondando la nostra curiosità in tema di arte e di cultura. Abbiamo visitato Santarcangelo, un affascinante e caratteristico paese, davvero una piccola perla preziosa e qui abbiamo fatto tappa al mitico Museo del Bottone di Giorgio Gallavotti.
Fa un effetto strano passare dalla teoria alla pratica, dal vedere su uno schermo al toccare con mano e devo dire che questa seconda opzione, la scoperta dal vivo, fa un gran bell’effetto.
Il Museo è una sorta di “matrioska”, in una stessa sede si possono trovare storia, arte e passione e il Sig. Giorgio, esuberanza della Ciopola a parte, lo si potrebbe stare a sentire per ore senza mai annoiarsi.
Immagini di Santarcangelo
Poi ancora il centro di Rimini, che ha un fascino tutto particoalare, elegante, composto, calmo e un po' sornione. L'altra faccia di una medaglia, quella più sconosciuta, quella più vera, almeno per me.
Una nota finale sulla nostra vacanza e connessa al tema di legami, dei rapporti interpersonali. In albergo abbiamo ritrovato i nostri amici Bergamaschi, con i quali negli scorsi anni avevamo fatto amicizia un paio di anni fa e abbiamo trascorso assieme a loro momenti davvero piacevoli. La Ciopola ha giocato con i bambini e si è abbandonata divertita alle coccole degli adulti, ricambiando con spontaneità l’amicizia che le è stata offerta.
Una famiglia semplice e genuina, composta da padre, madre e due bambini adottivi, schivi e riservati solo all’apparenza, poiché ci hanno confermato di essere persone vere, generose e con valori importanti.
Ogni anno il racconto della loro esperienza di genitori adottivi si arricchisce di nuovi dettagli, di sfumature di sensazioni che mi hanno fatto riflettere reso ancora più consapevole del fatto che l’amore per un figlio è totalizzante e non importa se non lo hai portato dentro al tuo grembo, se non è sangue del tuo sangue, è comunque tuo figlio, nel bene e nel male.
Pensando alle loro parole credo che diventare genitori adottivi sia davvero un gran bel percorso, seppur a volte lungo e doloroso, fatto di attese di speranze di delusioni, un mettersi alla prova continuo, un gesto di amore grande, ma più di tutto una scelta da rispettare.
La Ciopo nei suoi momenti in spiaggia di gioco e di divertimento!
Sono stati dei giorni felici e spensierati, impreziositi da tanta cordialità, disponibilità e accoglienza, caratteristiche innate della gente Romagnola. In questa terra, ogni anno, ritrovo la piacevole sensazione di sentirmi a casa.
Grazie agli spunti del blog di mamma Claudia abbiamo fatto un giretto nell’entroterra Riminese, assecondando la nostra curiosità in tema di arte e di cultura. Abbiamo visitato Santarcangelo, un affascinante e caratteristico paese, davvero una piccola perla preziosa e qui abbiamo fatto tappa al mitico Museo del Bottone di Giorgio Gallavotti.
Fa un effetto strano passare dalla teoria alla pratica, dal vedere su uno schermo al toccare con mano e devo dire che questa seconda opzione, la scoperta dal vivo, fa un gran bell’effetto.
Il Museo è una sorta di “matrioska”, in una stessa sede si possono trovare storia, arte e passione e il Sig. Giorgio, esuberanza della Ciopola a parte, lo si potrebbe stare a sentire per ore senza mai annoiarsi.
Immagini di Santarcangelo
Poi ancora il centro di Rimini, che ha un fascino tutto particoalare, elegante, composto, calmo e un po' sornione. L'altra faccia di una medaglia, quella più sconosciuta, quella più vera, almeno per me.
Una nota finale sulla nostra vacanza e connessa al tema di legami, dei rapporti interpersonali. In albergo abbiamo ritrovato i nostri amici Bergamaschi, con i quali negli scorsi anni avevamo fatto amicizia un paio di anni fa e abbiamo trascorso assieme a loro momenti davvero piacevoli. La Ciopola ha giocato con i bambini e si è abbandonata divertita alle coccole degli adulti, ricambiando con spontaneità l’amicizia che le è stata offerta.
Una famiglia semplice e genuina, composta da padre, madre e due bambini adottivi, schivi e riservati solo all’apparenza, poiché ci hanno confermato di essere persone vere, generose e con valori importanti.
Ogni anno il racconto della loro esperienza di genitori adottivi si arricchisce di nuovi dettagli, di sfumature di sensazioni che mi hanno fatto riflettere reso ancora più consapevole del fatto che l’amore per un figlio è totalizzante e non importa se non lo hai portato dentro al tuo grembo, se non è sangue del tuo sangue, è comunque tuo figlio, nel bene e nel male.
Pensando alle loro parole credo che diventare genitori adottivi sia davvero un gran bel percorso, seppur a volte lungo e doloroso, fatto di attese di speranze di delusioni, un mettersi alla prova continuo, un gesto di amore grande, ma più di tutto una scelta da rispettare.
La Ciopo nei suoi momenti in spiaggia di gioco e di divertimento!
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venerdì 17 febbraio 2012
Pessimismo e fastidio (tanto per cambiare!)
Consulto avvenuto. Tutto molto rapido, ma non del tutto indolorore, ma non per la diagnosi che alla fine ci aspettavamo (grazie al potere di internet siamo tutti un po' dottori), ma personalmente soffro il fatto che comunque non è stata identificata una precisa causa del problema.
In definitiva c'è ancora da aspettare, attendere di aver terminato la cura e poi effettuare nuovi esami per verificarne l'efficacia.
La pazienza in certe situazioni, non è proprio il mio forte, perchè non riesco a capire esattamente cosa dovermi aspettare e mi sembra un'attesa vana ed inutile.
D'istinto la mia reazione immediata e di difesa, è la rassegnazione. Il destino, vuole così e mi adeguo, cos'altro posso fare?
Il Babbone che è un tipo molto diverso da me, per niente arrendevole e comunque più paziente, ha avuto una reazione molto diversa, del tipo "keep calm and carry on", inutile agitarsi prima del tempo.
So che come sempre nella vita, avrà il carattere e la forza per non lasciare niente di intentato e so che mi trascinerà dentro, che non mi permetterà di arrendermi senza averci provato...ma che fatica.
In definitiva c'è ancora da aspettare, attendere di aver terminato la cura e poi effettuare nuovi esami per verificarne l'efficacia.
La pazienza in certe situazioni, non è proprio il mio forte, perchè non riesco a capire esattamente cosa dovermi aspettare e mi sembra un'attesa vana ed inutile.
D'istinto la mia reazione immediata e di difesa, è la rassegnazione. Il destino, vuole così e mi adeguo, cos'altro posso fare?
Il Babbone che è un tipo molto diverso da me, per niente arrendevole e comunque più paziente, ha avuto una reazione molto diversa, del tipo "keep calm and carry on", inutile agitarsi prima del tempo.
So che come sempre nella vita, avrà il carattere e la forza per non lasciare niente di intentato e so che mi trascinerà dentro, che non mi permetterà di arrendermi senza averci provato...ma che fatica.
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giovedì 9 febbraio 2012
Questione di sfiga?
Passi che ormai l'influenza e altro genere vario di malanni hanno fatto il giro della famiglia partendo dai Nonni (uomini) per arrivare fino alla piccola Ciopola alla quale proprio ieri è stata diagnosticata la bronchite, mal comune, del resto siamo in inverno e c'è da aspettarselo e poi riconosco che è ingiusto lamentarsi dal momento che ci sono altri milioni di famiglie nelle nostre stesse condizioni (senza tener conto dei poveretti che stanno ancora soffrendo le conseguente del maltempo).
Sono una piccola donna, meschina ed egoista e forse un po' ottusa, ma non riesco però ad accettare il fatto che le previsioni meteo mettano neve sulla nostra regione proprio per domani. Oggi splende un magnifico sole e domani è prevista una nuova ondata di freddo con neve debole, ma sempre neve sarà.
Domani abbiamo un appuntamento importante con uno specialista nel Capoluogo di Regione (in ottica cicogna, che ve lo dico a fare...) preso più di due mesi fa, abbiamo delle analisi pronte da sottoporgli, fremiamo in attesa di un suo consulto e di una sua (speriamo) indiscutibile diagnosi e una conseguente efficace cura e zac è prevista neve.
Ho provato a chiedere di spostare ad altra data, ci hanno proposto la fine di marzo, senza deroghe, senza se, senza ma.
Unica soluzione al problema, per evitare di rimanere bloccati per strada ( non abbiamo gomme termiche in dotazione alle nostre auto) è prendere il treno, affrontando comunque un viaggio della speranza non privo di incertezze.
Il Babbone che, bontà sua, non si preclude mai nessuna possibilità ha rimandato la decisione sul da farsi a domattina (l'appuntamento è nel primo pomeriggio), valutando la soluzione da scegliere per lo spostamento, in base alle effettive condizioni meteo.
Sono una piccola donna, meschina ed egoista e forse un po' ottusa, ma non riesco però ad accettare il fatto che le previsioni meteo mettano neve sulla nostra regione proprio per domani. Oggi splende un magnifico sole e domani è prevista una nuova ondata di freddo con neve debole, ma sempre neve sarà.
Domani abbiamo un appuntamento importante con uno specialista nel Capoluogo di Regione (in ottica cicogna, che ve lo dico a fare...) preso più di due mesi fa, abbiamo delle analisi pronte da sottoporgli, fremiamo in attesa di un suo consulto e di una sua (speriamo) indiscutibile diagnosi e una conseguente efficace cura e zac è prevista neve.
Ho provato a chiedere di spostare ad altra data, ci hanno proposto la fine di marzo, senza deroghe, senza se, senza ma.
Unica soluzione al problema, per evitare di rimanere bloccati per strada ( non abbiamo gomme termiche in dotazione alle nostre auto) è prendere il treno, affrontando comunque un viaggio della speranza non privo di incertezze.
Il Babbone che, bontà sua, non si preclude mai nessuna possibilità ha rimandato la decisione sul da farsi a domattina (l'appuntamento è nel primo pomeriggio), valutando la soluzione da scegliere per lo spostamento, in base alle effettive condizioni meteo.
RABBIA!(parafrasando l'orsetto sciocco e anche un po' goloso WINNIE THE POOH!)
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venerdì 27 gennaio 2012
Un po' di me.....pensieri a ruota libera
E' un periodo strano,caratterizzato da apatia, stanchezza. Mi sento un po' in stand-by, il lavoro e la routine quotiana, rubano spazio a noi, alla condivisione di pensieri e di emozioni.
Poi basta una banale influenza e una piccola cozza che ti reclama senza pietà e ti trovi a pensare che sei una persona incontentabile e incapace di apprezzare il lato bello delle cose per poi rimpiangere ciò che avevi.
Sto parlando della libertà pre-ciopolesca, i tempi, gli spazi che avevamo, che ero incapace di apprezzare e godere realmente. Amo mia figlia, più di ogni cosa al mondo, per averla avrei fatto follie ( nella realtà non ci siamo andati molto lontani), ma con questo mio carattere del cavolo riesco a rovinare tutto e a stare male forse per niente, una sorta di autoflagellazione gratuita. La brama di quello che non ho, spesso mi tormenta e sincearamente non riesco a spiegarmela. Sono figlia unica, è vero, ma non ritengo di essere stata particolarmente viziata. Vengo da una famiglia modesta e non ho mai ottenuto tutto facilmente. I miei genitori non si sono mai risparmiati nell'affetto, ma dal punto di vista materiale certe volte ho dovuto accontentarmi, anche se alla fine non mi è mancato davvero niente.
Mi chiedo allora perchè sono così sempre insoddisfatta?
Perchè faccio male a me stessa senza una ragione reale? E ancora, dietro alla ricerca del secondo figlio ci sarà una vera volontà o un'instancabile desiderio di ciò che non c'è?
"io per un niente vado giù, è uno dei miei limiti" Samuele Bersani- Spaccacuore.
Poi basta una banale influenza e una piccola cozza che ti reclama senza pietà e ti trovi a pensare che sei una persona incontentabile e incapace di apprezzare il lato bello delle cose per poi rimpiangere ciò che avevi.
Sto parlando della libertà pre-ciopolesca, i tempi, gli spazi che avevamo, che ero incapace di apprezzare e godere realmente. Amo mia figlia, più di ogni cosa al mondo, per averla avrei fatto follie ( nella realtà non ci siamo andati molto lontani), ma con questo mio carattere del cavolo riesco a rovinare tutto e a stare male forse per niente, una sorta di autoflagellazione gratuita. La brama di quello che non ho, spesso mi tormenta e sincearamente non riesco a spiegarmela. Sono figlia unica, è vero, ma non ritengo di essere stata particolarmente viziata. Vengo da una famiglia modesta e non ho mai ottenuto tutto facilmente. I miei genitori non si sono mai risparmiati nell'affetto, ma dal punto di vista materiale certe volte ho dovuto accontentarmi, anche se alla fine non mi è mancato davvero niente.
Mi chiedo allora perchè sono così sempre insoddisfatta?
Perchè faccio male a me stessa senza una ragione reale? E ancora, dietro alla ricerca del secondo figlio ci sarà una vera volontà o un'instancabile desiderio di ciò che non c'è?
"io per un niente vado giù, è uno dei miei limiti" Samuele Bersani- Spaccacuore.
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venerdì 20 gennaio 2012
mamma dal cuore di burro, tronfia d'orgoglio
Due giorni fa il colloquio con le maestre della "Scuola dei grandi", la piccola Ciopola ci è stata rappresentata come una bambina ubbidiente, attenta e diligente. Nonostante sia tra i più piccoli della classe, il suo inserimento è avvenuto senza problemi, gioca con tutti i bambini e si interessa alle attività che le vengono proposte.
Il suo mito, come avevamo capito, sono le due superpeperine A&M(o peperoncine, come lei stessa le definisce), vere leader della classe, ma pare non sia soggiogata dalla loro leadership, infatti quando è stanca di stare ai loro "ordini", si allontana cercando nuove attività da fare, a cui magari si affianca qualche altro bambino. Una delle maestre ci ha detto poi una cosa che ci ha veramente molto colpito positivamente "La Ciopola ha una bella testa"
Insomma, come intuibile, sono molto orgogliosa della mia piccola Ciopola anche se quella descritta dalle maestre non è esattamente la bambina che abbiamo a casa, ove prevale il suo lato peggiore.
Forse il problema sono io (noi), che spesso non so dirle di no, mi lascio completamente ammaliare dalle sue coccole e parole dolci e non riesco ad imporle alcunchè dal punto di vista comportamentale.
Mi riferisco alla battaglia persa per l'abbandono del ciccio (aihmè la befana, non è riuscita a portarglielo via) o all'incapacità di lasciarla nel suo lettino quando (frequentemente), la notte si sveglia, ci chiama disperata (o almeno finge di esserlo) e chiede di dormire con noi nel lettone.
L'incapacità di governare certi ambiti mi abbatte un po'. Però si va avanti, il quotidiano lo richiede, sperando di fare meglio appena se ne presenterà nuovamente l'occasione. Sono uno struzzo lo so, ma in questo periodo non riesco proprio a fare di meglio.
Il suo mito, come avevamo capito, sono le due superpeperine A&M(o peperoncine, come lei stessa le definisce), vere leader della classe, ma pare non sia soggiogata dalla loro leadership, infatti quando è stanca di stare ai loro "ordini", si allontana cercando nuove attività da fare, a cui magari si affianca qualche altro bambino. Una delle maestre ci ha detto poi una cosa che ci ha veramente molto colpito positivamente "La Ciopola ha una bella testa"
Insomma, come intuibile, sono molto orgogliosa della mia piccola Ciopola anche se quella descritta dalle maestre non è esattamente la bambina che abbiamo a casa, ove prevale il suo lato peggiore.
Forse il problema sono io (noi), che spesso non so dirle di no, mi lascio completamente ammaliare dalle sue coccole e parole dolci e non riesco ad imporle alcunchè dal punto di vista comportamentale.
Mi riferisco alla battaglia persa per l'abbandono del ciccio (aihmè la befana, non è riuscita a portarglielo via) o all'incapacità di lasciarla nel suo lettino quando (frequentemente), la notte si sveglia, ci chiama disperata (o almeno finge di esserlo) e chiede di dormire con noi nel lettone.
L'incapacità di governare certi ambiti mi abbatte un po'. Però si va avanti, il quotidiano lo richiede, sperando di fare meglio appena se ne presenterà nuovamente l'occasione. Sono uno struzzo lo so, ma in questo periodo non riesco proprio a fare di meglio.
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mercoledì 18 gennaio 2012
Festa di compleanno e connesse riflessioni
Come "ormai saprete la piccola Ciopola è arrivata al ragguardevole traguardo dei 3 ANNI. Per celebrare degnamente l'evento abbiamo festeggiato privatamente (il giorno del compleanno) e con una festa a cui hanno partecipato circa 20 bambini di età compresa tra 1 e 9 anni, prevalentemente figli dei nostri amici più cari, assieme ai relativi genitori zii, nonni e cugini. Grazie agli spunti tratti dal blog di Chiara (qui e qui) ho realizzato "favor" e decorazioni per i piccoli ospiti ed ho anche provveduto a preparare la torta decorandola con Barbapapà di pan di zucchero, ho organizzato qualche gioco (pentolaccia e gioco della sedia) e ho creato un angolo con matite pennarelli e immagini da colorare. E' stata veramente una gran fatica, dato che non ho fatto pressochè tutto da sola e l'organizzazione non è il mio forte. A fine festa però la soddisfazione non compensava la stanchezza, c'era qualcosa che non andava. No, non è il fatto di pretendere troppo da se stessi per una questione di perfezionismo, è qualcosa di diverso. Dopo aver chiesto alla Ciopola se la festa le fosse piaciuta e aver ascoltato la sua risposta: "sì però due bambini grandi hanno spento le mie candeline", una vocina dentro di me diceva: Questo tipo di festa è davvero quella che la Ciopo avrebbe voluto?. Ho quindi iniziato a riflettere sul fatto che alla piccola potrebbe piacere una festa in dimensione più intima, con pochi bambini, magari scelti da lei e quindi più vicini per età e carattere (essendo una tipa vivace, ama persone tranquille e pacate). Il fatto è che la festa di compleanno è per noi l'occasione per invitare amici e persone che solitamente non invitiamo a casa, perchè le famiglie (degli altri, aihmè - breve inciso polemico/malinconico) si allargano e casa nostra non c'è più lo spazio sufficiente per ospitarli. E poi che figura faremmo coi nostri amici (si parla di legami decennali)escludendoli dai festeggiamenti? L'idea che mi è venuta subito dopo, è quella di organizzare una festa per soli bambini, con merenda e giochi (niente "animazione" l'esperienza negativa di due anni fa, mi induce a bocciare questa opzione). I genitori così, dal momento che sono tutti esclusi, dovrebbero non sentirsi discriminati, i bambini in assenza dei genitori potrebbero essere più ubbidienti ed avere attenzioni esclusive potrebbe farli divertire molto di più che in circostanze diverse. In conclusione, per fortuna che ho ancora un anno per riflettere e decidere sul da farsi...
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domenica 1 gennaio 2012
Fine anno...bilanci? anche no...
Ho affrontato il capodanno con un bello smalto rosso (perchè le mutande rosse proprio no!),con l'intento di cogliere buoni auspici per il 2012! Ci voleva proprio, dato che l'anno si è chiuso con una seduta di shopping pre-maman della mia amica neo-panzuta (come girare il coltello nella piaga, però le voglio bene eh!) e con i saluti ad un collega che, ahimè, cambierà sede di lavoro ed è un vero peccato perdere la sua simpatia e professionalità.
Non voglio riporre troppe aspettative nel nuovo anno, anche perchè le delusioni sarebbero ancora più cocenti, ma come reazione agli eventi tristi vissuti nell'ultimo mese dell'anno voglio pensare positivo con la certezza che anche quest'anno ci succederanno tante cose belle.
Senz'altro il 2011 è stato un anno ricco di emozioni e cambiamenti per noi e per la Ciopola.
La crescita della nostra cucciola è stata infatti esponenziale, è diventata una vera peperina, ha iniziato a ballare inventandosi divertenti movimenti del corpo, ha iniziato a formulare frasi e discorsi di senso compiuto che ci lasciano spesso sbalorditi e divertiti, ha iniziato a frequentare (anticipatamente) l'asilo dei grandi, visto per la prima volta un film al cinema pianto, riso, fatto molti capricci ma anche nuove amicizie, è diventata una golosa consumatrice di uova di ciccolato e molto altro ancora.
Anche noi due siamo senz'altro cresciuti, pur continuando a discutere, ridere e scherzare. Ci siamo scoperti qualche capello bianco in più e per questo ci siamo arresi al fatto che, nonostante tutto, siamo davvero diventati grandi. Ci vogliamo bene, ma il modo di amarci è diverso da quello di tanti anni fa. Resta e si conferma con il passare nel tempo il nostro desiderio di essere famiglia. Consapevoli di quello che siamo, andiamo avanti alla ricerca di serenità e pace, come una squadra, come sempre abbiamo fatto.
BUON 2012 a noi e a tutte voi amiche care!
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lunedì 19 dicembre 2011
La vita continua, nonostante tutto.
La bambina che è in me vorrebbe vivere in un mondo dorato. Fatto di serenità e di armonia. Vorrei che fosse il ns. solito Natale, caratterizzato dalla calda atmosfera delle feste in famiglia. Quest'anno non sarà così. Un lutto recente ed una grave malattia hanno colpito la famiglia di mio marito. Sono eventi che ci hanno segnato e a cui non è facile essere indifferenti. Se il morale è sottoterra il fisico non è da meno, i recenti episodi parainfluenzali infatti ci hanno dato veramente il colpo di grazia.
Per fortuna che abbiamo la nostra piccola capricciosa, volitiva, simpatica, dolce e affettuosa Ciopola che, adesso più che mai, funge da catalizzatore positivo di energie e di attenzioni, aiutandoci a non pensare o quantomeno a risollevarci in morale.
Le sue scoperte, le sue chiacchiere, ci fanno sorridere e pensare a quanto veloce e bella sia la sua evoluzione e ci ricorda che nonostante tutto la vita va avanti, deve andare avanti per forza.
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venerdì 30 settembre 2011
L'ora di religione
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| Immagine liberamente tratta dal Web |
Volevo fare qualche riflessione però su un fatto che mi è capitato ieri. Il Babbone, dopo aver accompagnato la piccola all'Asilo, mi ha chiamato dicendomi che la maestra gli aveva raccontato che la Ciopola era rimasta male per non aver preso parte all'ora di religione (sembra che insieme ad un bimbo indiano fosse l'unica a non aver frequentato la lezione e abbia chiesto contrariata : pecchè devo uscire dalla stanza?).
Abbiamo riflettuto sul da farsi. In effetti al momento della compilazione della domanda di iscrizione, ne avevamo parlato e scelto di non far frequentare l'ora di religione alla Ciopola, ci eravamo detti infatti ci sarà tempo! e soprattutto avevamo polemicamente fatto delle considerazioni sul nostro sistema scolastico, che trova spazio e fondi per l'ora di religione e non per l'ora di musica, l'ora di inglese o altresì per attrezzare a dovere gli spazi a disposizione dei bambini.
Insomma la nostra era stata una scelta di principio, di contestazione diciamo, nulla a che vedere con la religione di per se, dato che siamo credenti anche se non molto praticanti.
Alla notizia però abbiamo fatto marcia indietro, siamo mestamente tornati sui nostri passi e abbiamo chiesto alla segreteria di rettificare la nostra scelta. Dalla prossima settimana la Ciopola, potrà frequentare insieme agli altri bambini l'ora di religione.
Siamo stati probabilmente dei genitori pusillanimi per aver ceduto subìto, per aver derogato immediatamente ad una scelta di principio. Credo però che mantenendo la posizione assunta avremmo ribaltato il peso di una nostra decisione su nostro figlia, che ha solo 2 anni e 8 mesi e non avrebbe potuto capire, ma solo sentirsi diversa o esclusa.
Come sempre, abbiamo pensato al suo bene, alla sua tranquillità, ma dov'è il confine tra benessere e scelte di principio? Quant'è difficile essere genitori.......
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venerdì 23 settembre 2011
Oggi mi girano.
Oggi è "uno di quei giorni in cui" e mi girano. Mi girano e stavolta lo voglio dire. Perchè a me le attese mi snervano, nonostante la mia vita si sia stata caratterizzata da interminabili attese.
Mi scoccia, vedere la sua faccia da cane bastonato, mi dispiace leggere tra le righe la sua delusione....che è poi anche anche la mia.
Nei nostri silenzi, più di tante parole, si nasconde il ricordo dell'esperienza passata...e se succedesse ancora?
Poi ci stringiamo, ci facciamo coraggio così....senza parole, senza lacrime. Oggi stiamo così, poi passerà e tra qualche giorno tornerà tutto come prima, torneremo a sperare e a provarci ancora e poi sarà quel che sarà.
Mi scoccia, vedere la sua faccia da cane bastonato, mi dispiace leggere tra le righe la sua delusione....che è poi anche anche la mia.
Nei nostri silenzi, più di tante parole, si nasconde il ricordo dell'esperienza passata...e se succedesse ancora?
Poi ci stringiamo, ci facciamo coraggio così....senza parole, senza lacrime. Oggi stiamo così, poi passerà e tra qualche giorno tornerà tutto come prima, torneremo a sperare e a provarci ancora e poi sarà quel che sarà.
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lunedì 12 settembre 2011
Un brusco ritorno alla realtà.
Stamattina ore 8.30 ultimo giorno di ferie.
La Ciopola dorme ancora ne approfitto per fare colazione tranquilla, mi siedo davanti alla mia tazzona di caffellatte e inizio a pensare alle cose da fare e a come organizzare la giornata, nel frattempo come d'abitudine accendo il cellulare. Neanche il tempo di accenderlo che arriva una telefonata da un numero che non conosco, rispondo:
La Ciopola dorme ancora ne approfitto per fare colazione tranquilla, mi siedo davanti alla mia tazzona di caffellatte e inizio a pensare alle cose da fare e a come organizzare la giornata, nel frattempo come d'abitudine accendo il cellulare. Neanche il tempo di accenderlo che arriva una telefonata da un numero che non conosco, rispondo:
- Buongiorno, è la mamma della Ciopola
- Sì
- Chiamo dalla segreteria della scuola dell'infanzia, volevo comunicarle che grazie a fondi regionali che ci sono stati messi a disposizione proprio a fine della scorsa settimana possiamo formare un'ulteriore classe per questo, se è ancora interessata, potremmo prendere anche sua figlia sin da subito (ndr mercoledì 14 ).
- Ma non so, la notizia devo dirle che mi spiazza un po', ero mentalmente proiettata sul fatto che la bambina avrebbe frequentato il nido per un'altro anno.
- Ma quindi non è interessata?
- No il fatto è che vorrei pensarci, informarmi sul fatto di poter recedere o meno dal Nido, insomma fare qualche telefonata, domani penso di poterle dare una risposta.
- Beh in realtà non possiamo aspettare fino a domani, dovrebbe dircelo subito entro l'orario di segreteria (12.30). Vorrei precisare che almeno fino a gennaio, al compimento dei 3 anni, la bambina frequenterà con orario antimeridiano, con mensa.
- Ok va bene, le farò sapere.
Da qui ha avuto inizio il mio forsennato giro di telefonate. Ho chiamato il Babbone, i suoceri, i miei genitori (perchè in ogni caso anche i nonni sono coinvolti a livello organizzativo), il Nido, la mamma di Lollo (l'amichetto della Ciopo che sarebbe stato nella stessa classe).
Ho chiamato anche la Scuola dell'infanzia e grazie ad un gentile invito siamo andate anche a vedere la struttura (che senza dubbio non ha niente a che vedere con il Nido, ristrutturato completamente un anno fa) e a conoscere la maestra (impressione molto positiva).
Alla fine abbiamo deciso di farle frequentare la scuola dell'infanzia, per un motivo principale: darle un'opportunità, assecondare il suo desiderio continuo di stimoli.
Però non riesco a smettere di piangere, non ero pronta all'idea di dover lasciare il Nido, il nostro nido, che tanto ci ha dato a livello umano e di crescita.
Pensarla con il grembiulino che varca il portone dell'asilo da un lato mi riempie di orgoglio, dall'altro mi terrorizza, pensando che non ho avuto neppure il tempo di prepararla a questa novità.
Mi rassicura il fatto che nella sua classe ci saranno molti bambini che già conosce (Lollo a parte) e non sarà una classe mista, sarannno tutti bambini di 3 anni (più o meno).
Del resto anche al Nido avrebbe trovato molti cambiamenti, infatti tutti i suoi compagni di giochi preferiti sono passati alla scuola dell'infanzia.
Mi preoccupa un po' il fatto che ancora non sia del tutto autonoma in tante cose (mangiare, fare pipì, dormire senza ciuccio) e probabilmente un ambiente conosciuto e più "materno" l'avrebbe aiutata a crescere con più gradualità, o forse l'avrebbe bloccata in una campana di vetro.
Spero che questa decisione sia la migliore e che il tempo possa confermarcelo, per il momento non riesco a smettere di piangere come una stupida mamma chioccia.
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lunedì 25 luglio 2011
Spannolinamento, analisi di un (nuovo) fallimento.
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| Immagine liberamente tratta dal web |
Come già avevo raccontato in questo post, il nostro primo tentativo di spannolinamento (al mare) era andato decisamente fallito. Beh, ci sta. Non ne ho fatto un dramma.
La scorsa settimana, a fronte dell'insistenza di mia madre (fa caldo (?), il pannolone le da fastidio provocandole arrossamenti e prurito) abbiamo nuovamente tentato. Devo dire che la prospettiva che i nonni si occupassero in via principale di spannolinamento non mi dispiaceva, dato che la mia ansia da prestazione aveva, a mio avviso, condizionato negativamente il ns. primo tentativo.
E' necessario premettere che la Ciopola sta a giorni alterni con nonni materni e paterni e che, l'altresì detta piccola-canaglia, già da due mesi fa la cacca nel WC con il riduttore (ne ho dedotto per questo che è perfettamente consapevole degli stimoli).
In breve, abbiamo una chiazza di pipì sul divano e nessun altro risultato tangibile risultato dello spannolinamento.
La piccola si è mostrata infatti entusiasta della novità delle mutande e della possibilità di attaccare un piccolo adesivo sul coperchio del WC per ogni pipì andata a buon fine, ma questi non sono stati incentivi abbastanza allettanti da indurla ad abbandonare il pannolone.
Si è rifiutata caparbiamente di fare pipì e a volte l'ha trattenuta per l'intera mattinata, ha ignorato le sollecitazioni delle nonne e si è lasciata andare, nei vari angoli di casa, solo una volta raggiunto lo stremo, annunciando, subito dopo, trionfante "fatta pipì".
Mia madre, non si è fatta grossi problemi e convinta che prima o poi si sarebbe abituata al nuovo status, ha continuato a pulire, lavare mutandine ecc.,
Mia suocera, si è demoralizzata immediatamente e così dopo la prima pipì a vuoto le ha sistematicamente sempre rimesso il pannolone, nonostante le mie esortazioni (molto pacate, ma ferme) a tenere una linea comune con mia madre.
In definitiva, siamo di nuovo punto e a capo. Tra circa 15 giorni sono in ferie e riproverò, chissà che non sia la volta buona...che fatica però..
Sto cercando di ricacciare un pensiero che mi gira fisso in mente, ovvero che la determinazione, la caparbietà della Ciopola stiano condizionando questa fase, così come successo in altre occasioni. Non sopporta le imposizioni e non le va di fare qualcosa ciò che le si chiede, se non le piace.
Boh, forse sto esagerando...semplicemente non è pronta.
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martedì 12 luglio 2011
Le dai una mano e si prende il braccio, storia di Ciopolesca regressione
Non è facile parlare dei propri fallimenti, ma farlo potrebbe aiutare ad analizzare meglio quello che non va, per migliorarsi, per crescere.
La Ciopola ha un'abitudine, probabilmente l'ho già scritto, che porta con se dalla prima notte di vita: tenere la mano per addormentarsi.
L'abitudine è riservata (sigh!) ad una stretta cerchia di privilegiati ;-), ovvero genitori e nonni, infatti al Nido quest'anno ci hanno detto che si è sempre addormentata da sola, senza bisogno di coccola alcuna.
La mano rassicura, placa e concilia il sonno e per questo sostituisce l'oggetto transizionale comune a molti bambini (certe notti però è stato davvero faticoso, accorrere per tenere la mano a fronte di 10-15 risvegli).
I vari tentativi di rottura di questo cordone ombelicale hanno prodotto solo pianti e singhiozzi inconsolabili...per cui non resta che assecondarla.
Da qualche tempo però non si accontenta più della mano, no, palpeggia l'intero braccio, in una continua e pressante ricerca di contatto.
Insomma anzichè migliorare, la situazione peggiora.
Anche sul fronte Ciuccio le cose non vanno meglio, ultimamente infatti sembra essere più affezionata che mai e nonostante la regola che ci siamo date "il ciuccio solo per dormire", spesso chiede :- solo una ciucciolatina...con un'insistenza tale da far capitolare anche il più zen dei genitori, figuriamoci i nonni!
Mi sento di nuovo persa, incapace, nonostante i teorici buoni propositi, di guidare mia figlia verso la strada dell'indipendenza.
La sua caparbietà non aiuta, così come il fatto di vivere in condominio, che non mi permette di lasciarla urlare nel pieno della notte (ma anche durante il giorno) e anche i nonni che tendenzialmente tendono ad essere accondiscendenti, che fare?
Come promesso, qualche immagine della vacanza al mare...
| Ciopo ballerina ai balli di gruppo in spiaggia |
| Tale padre, tale figlia |
| Amore di mamma... |
| Giopogiochi da spiaggia |
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