Lunedì partiamo per il mare e staremo via 10 giorni. Nonostante tutto confido che questi giorni porteranno un po’ di riposo e di tranquillità per tutti noi. Inevitabile constatare con amarezza, facendo un confronto con le attese e lo spirito che accompagnava l’inizio delle nostre vacanza un anno fa, quanto purtroppo le cose siano cambiate, quanto il morale adesso sia basso.
Il gruppo aziendale per cui lavoriamo (se pur in società diverse), sta attraversando come molti altri un momento sfavorevole, vuoi per la generale crisi economica, sia per motivi interni di gestione aziendale e all’orizzonte si profilano nubi oscure, cioè tagli ai costi del personale, anche se ancora non sono definite le modalità con cui questo avverrà, ma credo che già nel mese di luglio prossimo potremo avere elementi più cguaru .
Tutto ciò è ovviamente destabilizzante, anche se cerchiamo di non pensare al peggio e di non abbandonarci al pessimismo estremo, per non cadere in un baratro di tristezza e depressione che oltre a nuocere a noi come persone, potrebbe compromettere l’intero equilibrio della nostra famiglia. Certo è che non avremmo mai pensato che un’Azienda che solo pochi anni fa sembrava così solida e inattaccabile, sia adesso così in forte difficoltà.
Oltre a questo si aggiunge, sul fronte strettamente familiare e di coppia, la vana attesa della cicogna che sembra aver preso una strada del tutto diversa da casa nostra.
Iniziano le vacanze, ricorre un anno dall’inizio dei tentativi di concepimento e ancora niente.
Abbiamo individuato la causa, che è un po’ lo stessa che ha preceduto il concepimento della Ciopola, ma diversamente da quanto avvenuto in passato, la cura non è stata efficace, come ha confermato il referto di certe recenti analisi e allora tutto da rifare, altra cura e speriamo che sia quella giusta.
E’ difficile stare in questo limbo, quando per tanti motivi tempo da perdere non ce n’è, quando non sai se aspettare porterà dei frutti, quando non hai alternativa a tutto ciò.
Devo confessare che abbiamo smesso di chiederci il perché di tutto questo, fa male e non risolve niente. Succede ed è capitato a noi e a molti altri.
A volte viene voglia di arrendersi ai fatti, di lasciar perdere, di farsi dominare dagli eventi.
Mi chiedo però se prevalesse davvero l’inerzia, potremmo mai perdonarci l’amaro in bocca che questa ci lascerebbe, il senso di colpa non aver tentato il tutto per tutto, per noi stessi e per nostra figlia? Probabilmente no.
Che le vacanze abbiano inizio...
venerdì 15 giugno 2012
giovedì 14 giugno 2012
38
Oggi è il tuo compleanno e sono 38. Tanti auguri ragazzo!
Gli anni passano, i tuoi capelli stanno diventando bianchi e sul tuo bel viso cicciotto è apparsa qualche rughetta , nonostante ciò mi piaci sempre moltissimo. Il trascorrere del tempo, segna il fisico ma non cambia i sentimenti che sento sempre più solidi e forti. E’ sempre bello stringersi nel tuo abbraccio e sentirsi, accolta, compresa, protetta.
Mi dispiace di averti visto stamani un po’ preoccupato, perché non è da te. La tua forte capacità di razionalizzare , fa ti te una persona equilibrata, che non si abbandona immotivatamente a pensieri negativi. Tu che hai sempre ostinatamente perseguito i tuoi obiettivi adesso mi sembri stanco e quasi incapace di lottare ancora e questo mi fa un po’ paura.
Spero che tu possa trascorrere un buon compleanno e farti forza di tutto il nostro affetto per scioglierti in uno dei tuoi sorrisi più belli.
Un bacio…
Gli anni passano, i tuoi capelli stanno diventando bianchi e sul tuo bel viso cicciotto è apparsa qualche rughetta , nonostante ciò mi piaci sempre moltissimo. Il trascorrere del tempo, segna il fisico ma non cambia i sentimenti che sento sempre più solidi e forti. E’ sempre bello stringersi nel tuo abbraccio e sentirsi, accolta, compresa, protetta.
Mi dispiace di averti visto stamani un po’ preoccupato, perché non è da te. La tua forte capacità di razionalizzare , fa ti te una persona equilibrata, che non si abbandona immotivatamente a pensieri negativi. Tu che hai sempre ostinatamente perseguito i tuoi obiettivi adesso mi sembri stanco e quasi incapace di lottare ancora e questo mi fa un po’ paura.
Spero che tu possa trascorrere un buon compleanno e farti forza di tutto il nostro affetto per scioglierti in uno dei tuoi sorrisi più belli.
Un bacio…
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giovedì 7 giugno 2012
Si riparte da qui - considerazioni su un anno di materna
Sono strani giorni, il mondo non sembra essere più lo stesso, sono successi tanti fatti (cronaca, politica, economia locali e nazionali) brutti che mi hanno inevitabilmente turbato, indotto a riflettere e fatto un po’ perdere la voglia di scrivere, di raccontare il mio mondo, un universo piccolo, banale. Insomma ho avuto un blocco, uno stop indotto da una sorta di senso di colpa nel raccontare la mia normalità.
Ho pensato di abbandonare il blog, che mi sembrava inutile e insignificante. Poi ho pensato alle motivazioni che ne hanno determinato la nascita , ovvero la voglia di raccontare come ad un diario, i miei giorni, le mie esperienze personali e familiari, la mia bambina e la sua crescita e ho deciso di tornare per restare.
Riprendo con alcune considerazioni sull’anno scolastico che si è appena concluso, il primo anno di Scuola per l’Infanzia della Ciopola.
Il confronto con il Nido non regge e forse è semplicemente insensato perché si tratta di due mondi diversi, dato che differente è l’approccio con i bambini e con le famiglie.
Ma andiamo per gradi. La Scuola della Ciopola ha tre sezioni distinte per età ( 3 – 4 – 5 anni), la classe della Ciopola è composta da 19 bambini (10 maschi e 9 femmine) e ha avuto 2 insegnanti, una di ruolo (proveniente da altra Scuola) e una precaria (ottenuta dall’Istituto grazie a fondi regionali).
Nonostante dei conoscenti mi avessero messo in guardia sulla maestra di ruolo, ho voluto farmi un giudizio personale e purtroppo a fine anno devo dire che certe voci non erano semplici chiacchiere, ma avevano un fondo di verità.
La maestra, cinquantenne molto curata, devo dire che dal punto di vista didattico merita la sufficienza e forse anche qual cosina in più, i bambini hanno lavorato molto sulla manipolazione dei materiali, sui colori, sulla motricità, che li ha portati ad acquisire maggiore consapevolezza del proprio corpo e anche una certa autonomia personale (andare da soli in bagno, vestirsi, spogliarsi).
Ma a livello umano non mi piace, non mi piace innanzi tutto per la distanza che vuole tenere coi genitori dandoci del “lei” e chiamando le mamme “Signora”.
Non mi piacciono certe indirette critiche sul nostro rapporto coi figli, noi madri incapaci di essere severe o non abbastanza attente (a seconda dei casi e degli eventi), non mi è piaciuto che nelle varie occasioni di incontro (e ce ne sono state, dato che sono anche rappresentante di classe) non ci sia mai stata la volontà di parlare un po’ della Ciopola, raccontandomi aneddoti sulla vita in classe o magari le evoluzioni nell’apprendimento. Dettagli ne da, ho saputo da altri genitori, ma solo per rimarcare aspetti critici del bambino, a cui poi non seguono consigli, suggerimenti.
Si è sempre prodigata per la forma e poco per la sostanza, almeno questa è l’impressione che mi ha dato.
Anche in occasione della festa di fine anno, parlando dell’andamento delle attività scolastiche con alcuni di noi genitori, dopo aver premesso (tanto per indorare la pillola) che i bambini non hanno fatto troppe storie all’inserimento e che sono intellettivamente molto vivaci, ha rimarcato con decisione le loro lacune, devono infatti ancora acquisire molto dal punto di vista della manualità, non sanno usare le forbici, non hanno ancora acquisito il movimento del polso quando colorano con il pennarello, e bla bla…intervallando con ricordi del suo vissuto professionale e racconti personali dell’esperienza vissuta con il figlio (ormai più che ventenne).
Non mi piace poi che non voglia mai ammettere di aver sbagliato, anche quando manca di chiarezza e non fornisce informazioni, questa sua volontà di apparire sempre come ineccepibile. I suoi modi abbastanza bruschi e a volte sgarbati.
Di buono c’è che la Ciopola non sembra essere stata intimorita dalla personalità della maestra e questo mi induce a pensare che si sia ben armonizzata con la classe e con il nuovo contesto.
Per fortuna a far da contrappunto a tanta rigidità, c’è stata un’altra maestra di cui noi tutti (genitori e bambini) siamo rimasti entusiasti. Ha affiancato la maestra principale per qualche ora di compresenza mattutina e per il pomeriggio. E’ riuscita a tener testa alla travolgente personalità della collega, imponendo la sua allegria, vivacità e umanità, con modi di fare dolci, materni, ma al momento giusto decisi. Inconfutabilmente un’insegnante appassionata al proprio lavoro.
Mi ha sempre rivolto parole gentili, non si è mai sottratta alle domande, mi ha incoraggiato nelle mie insicurezze, una persona molto vera, sincera, positiva, insomma per me un bel punto di riferimento.
L’ho salutata con un forte abbraccio, ringraziandola e augurandole un grande “in bocca al lupo” che poi sarebbe la speranza di poterla avere ancora nella nostra classe il prossimo anno.
Non so cosa succederà, si parla di tagli di fondi e di inevitabili ripercussioni sulla nostra Scuola, non voglio pensarci e godermi per quanto possibile il caldo, l’estate e la crescita di mia figlia.
Ho pensato di abbandonare il blog, che mi sembrava inutile e insignificante. Poi ho pensato alle motivazioni che ne hanno determinato la nascita , ovvero la voglia di raccontare come ad un diario, i miei giorni, le mie esperienze personali e familiari, la mia bambina e la sua crescita e ho deciso di tornare per restare.
Riprendo con alcune considerazioni sull’anno scolastico che si è appena concluso, il primo anno di Scuola per l’Infanzia della Ciopola.
Il confronto con il Nido non regge e forse è semplicemente insensato perché si tratta di due mondi diversi, dato che differente è l’approccio con i bambini e con le famiglie.
Ma andiamo per gradi. La Scuola della Ciopola ha tre sezioni distinte per età ( 3 – 4 – 5 anni), la classe della Ciopola è composta da 19 bambini (10 maschi e 9 femmine) e ha avuto 2 insegnanti, una di ruolo (proveniente da altra Scuola) e una precaria (ottenuta dall’Istituto grazie a fondi regionali).
Nonostante dei conoscenti mi avessero messo in guardia sulla maestra di ruolo, ho voluto farmi un giudizio personale e purtroppo a fine anno devo dire che certe voci non erano semplici chiacchiere, ma avevano un fondo di verità.
La maestra, cinquantenne molto curata, devo dire che dal punto di vista didattico merita la sufficienza e forse anche qual cosina in più, i bambini hanno lavorato molto sulla manipolazione dei materiali, sui colori, sulla motricità, che li ha portati ad acquisire maggiore consapevolezza del proprio corpo e anche una certa autonomia personale (andare da soli in bagno, vestirsi, spogliarsi).
Ma a livello umano non mi piace, non mi piace innanzi tutto per la distanza che vuole tenere coi genitori dandoci del “lei” e chiamando le mamme “Signora”.
Non mi piacciono certe indirette critiche sul nostro rapporto coi figli, noi madri incapaci di essere severe o non abbastanza attente (a seconda dei casi e degli eventi), non mi è piaciuto che nelle varie occasioni di incontro (e ce ne sono state, dato che sono anche rappresentante di classe) non ci sia mai stata la volontà di parlare un po’ della Ciopola, raccontandomi aneddoti sulla vita in classe o magari le evoluzioni nell’apprendimento. Dettagli ne da, ho saputo da altri genitori, ma solo per rimarcare aspetti critici del bambino, a cui poi non seguono consigli, suggerimenti.
Si è sempre prodigata per la forma e poco per la sostanza, almeno questa è l’impressione che mi ha dato.
Anche in occasione della festa di fine anno, parlando dell’andamento delle attività scolastiche con alcuni di noi genitori, dopo aver premesso (tanto per indorare la pillola) che i bambini non hanno fatto troppe storie all’inserimento e che sono intellettivamente molto vivaci, ha rimarcato con decisione le loro lacune, devono infatti ancora acquisire molto dal punto di vista della manualità, non sanno usare le forbici, non hanno ancora acquisito il movimento del polso quando colorano con il pennarello, e bla bla…intervallando con ricordi del suo vissuto professionale e racconti personali dell’esperienza vissuta con il figlio (ormai più che ventenne).
Non mi piace poi che non voglia mai ammettere di aver sbagliato, anche quando manca di chiarezza e non fornisce informazioni, questa sua volontà di apparire sempre come ineccepibile. I suoi modi abbastanza bruschi e a volte sgarbati.
Di buono c’è che la Ciopola non sembra essere stata intimorita dalla personalità della maestra e questo mi induce a pensare che si sia ben armonizzata con la classe e con il nuovo contesto.
Per fortuna a far da contrappunto a tanta rigidità, c’è stata un’altra maestra di cui noi tutti (genitori e bambini) siamo rimasti entusiasti. Ha affiancato la maestra principale per qualche ora di compresenza mattutina e per il pomeriggio. E’ riuscita a tener testa alla travolgente personalità della collega, imponendo la sua allegria, vivacità e umanità, con modi di fare dolci, materni, ma al momento giusto decisi. Inconfutabilmente un’insegnante appassionata al proprio lavoro.
Mi ha sempre rivolto parole gentili, non si è mai sottratta alle domande, mi ha incoraggiato nelle mie insicurezze, una persona molto vera, sincera, positiva, insomma per me un bel punto di riferimento.
L’ho salutata con un forte abbraccio, ringraziandola e augurandole un grande “in bocca al lupo” che poi sarebbe la speranza di poterla avere ancora nella nostra classe il prossimo anno.
Non so cosa succederà, si parla di tagli di fondi e di inevitabili ripercussioni sulla nostra Scuola, non voglio pensarci e godermi per quanto possibile il caldo, l’estate e la crescita di mia figlia.
martedì 8 maggio 2012
W la mamma!
• Sveglie notturne (sigh!) che temo ormai non avranno mai fine;
• Crisi nervose da stanchezza da placare la sera (adesso che il ciuccio non c’è serve davvero molta, moltissima pazienza)
• Punizioni e pianti (perché le regole sono poche, ma devono essere rispettate):
• Fatica, stanchezza, senso di sopraffazione (perché a volte è pesante conciliare tutto!)
• Rotolino di ciccia su quella che era una volta un'invidiabile pancia piatta;
• Seno un po’ “provato”;
• Sorrisi beffardi, abbracci, baci e “ti voglio bene”, come ottima contropartita per tutto l’impegno la dedizione profusi ogni giorno.
In questo elenco una sintesi non esaustiva del significato che ha per me essere mamma.
Ho (abbiamo) caparbiamente cercato un figlio per completare il cammino intrapreso in due e da quando sono diventata madre ho scoperto un amore , diverso, profondo, incondizionato che non mi sarei mai aspettata.
La maternità mi ha fatto crescere, rendendomi una persona migliore, almeno credo.
Già da tempo il desiderio (probabilmente irrealizzabile) di una nuova maternità si è affacciato con prepotenza nei i miei pensieri e davvero non so come andrà a finire. Intanto vivo il presente considerando ciò che ho un gran dono, una gran bella opportunità.
Auguri a me, a tutte le mamme!
• Crisi nervose da stanchezza da placare la sera (adesso che il ciuccio non c’è serve davvero molta, moltissima pazienza)
• Punizioni e pianti (perché le regole sono poche, ma devono essere rispettate):
• Fatica, stanchezza, senso di sopraffazione (perché a volte è pesante conciliare tutto!)
• Rotolino di ciccia su quella che era una volta un'invidiabile pancia piatta;
• Seno un po’ “provato”;
• Sorrisi beffardi, abbracci, baci e “ti voglio bene”, come ottima contropartita per tutto l’impegno la dedizione profusi ogni giorno.
In questo elenco una sintesi non esaustiva del significato che ha per me essere mamma.
Ho (abbiamo) caparbiamente cercato un figlio per completare il cammino intrapreso in due e da quando sono diventata madre ho scoperto un amore , diverso, profondo, incondizionato che non mi sarei mai aspettata.
La maternità mi ha fatto crescere, rendendomi una persona migliore, almeno credo.
Già da tempo il desiderio (probabilmente irrealizzabile) di una nuova maternità si è affacciato con prepotenza nei i miei pensieri e davvero non so come andrà a finire. Intanto vivo il presente considerando ciò che ho un gran dono, una gran bella opportunità.
Auguri a me, a tutte le mamme!
sabato 21 aprile 2012
Queste ultime due settimane sono state caratterizzate da grandi eventi. Il primo è stato il passaggio della Ciopola al lettino "da grandi".
La novità è stata senza dubbio molto apprezzata sul momento, anche perchè le coperte delle Principesse hanno accresciuto l'entusiasmo. Dato però che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, la furbastra reclama spesso nel sonno la presenza della mamma e quindi praticamente poco è cambiato rispetto al passato, perchè se è vero che mi introduco nel letto con l'intento di rimanere solo il tempo necessario a rassicurare la piccola, alla fine mi addormento e rimango per ore...sigh!
Altra grande e direi epocale novità è stato l'abbandono del ciuccio. E' successo tutto in modo involontario ed inaspettato. La mattina di Pasqua la Ciopo ha iniziato a fare i soliti capricci per vestirsi (il velstito no pelchè le canze maglia mi fanno noia, le canze corte mi fanno prurito...ecc.) ed io sono sbottata di brutto e nel mio attimo d'ira ho preso la decisione più funesta. Urlando a tutta voce (i miei vicini ormai mi credono pazza lo so) ho sentenziato che tali capricci erano davvero inaccettabili. Ho quindi preso i ciucci in mano, ho aperto la porta-finestra di cucina e li ho gettati dal terrazzo, per punizione. Son seguite lacrime copiose (ovviamente), ma anche scuse, però i capricci continuano ogni tanto, ma infondo è normale. La cosa di cui vado più fiera è che i ciucci sono scomparsi e non torneranno più. Alla Ciopola mancano, anche se non li cerca, lo deduco dal suo nervosismo serale quando se pur stanca non riesce a trovare pace, ma passerà....
| PRIMA |
| DOPO |
La novità è stata senza dubbio molto apprezzata sul momento, anche perchè le coperte delle Principesse hanno accresciuto l'entusiasmo. Dato però che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, la furbastra reclama spesso nel sonno la presenza della mamma e quindi praticamente poco è cambiato rispetto al passato, perchè se è vero che mi introduco nel letto con l'intento di rimanere solo il tempo necessario a rassicurare la piccola, alla fine mi addormento e rimango per ore...sigh!
Altra grande e direi epocale novità è stato l'abbandono del ciuccio. E' successo tutto in modo involontario ed inaspettato. La mattina di Pasqua la Ciopo ha iniziato a fare i soliti capricci per vestirsi (il velstito no pelchè le canze maglia mi fanno noia, le canze corte mi fanno prurito...ecc.) ed io sono sbottata di brutto e nel mio attimo d'ira ho preso la decisione più funesta. Urlando a tutta voce (i miei vicini ormai mi credono pazza lo so) ho sentenziato che tali capricci erano davvero inaccettabili. Ho quindi preso i ciucci in mano, ho aperto la porta-finestra di cucina e li ho gettati dal terrazzo, per punizione. Son seguite lacrime copiose (ovviamente), ma anche scuse, però i capricci continuano ogni tanto, ma infondo è normale. La cosa di cui vado più fiera è che i ciucci sono scomparsi e non torneranno più. Alla Ciopola mancano, anche se non li cerca, lo deduco dal suo nervosismo serale quando se pur stanca non riesce a trovare pace, ma passerà....
martedì 3 aprile 2012
La Notte! (quando anche il marito decide che non devi dormire!)
Interno, notte. Plick! (si accende l'abatjour del Babbone) Io: - Che succede? Babbone:- Dov'è la Ciopola? Io: - Nel suo lettino e dove sennò?...ma sei matto a svegliarmi così? hai visto che ore sono? Babbone: - ok spengo la luce e tanto che ci sono vado in bagno.. Io: - ma ti rendi conto che mi hai provocato un mezzo infarto?... Babbone:- umpf! Il Babbone si alza e si dirige in bagno, che è proprio accanto alla cameretta della Ciopola e come da manuale il rumore dello sciacquone (ma si può? dico io, si può?), turba il sonno della piccola che naturalmente chiama mamma. Con il cuore a mille, dopo il brusco risveglio, accorro al capezzale della creaturina Io: - Amore ciucciosino di mamma, che (cavolo) succede? (vuoi anche uccidere Babbo che ci ha svegliate? porcaccia della miseria?) Ciopola (lamentosa): - Non trovavo il mio ciuccio; Io:- ecco tesorino...dormi adesso però!; Torno in camera, con il dente avvelenato e pronta a polemizzare, tanto ormai sono sveglia, ma il Babbone russa come un tricheco spiaggiato. Mi rassegno, pensando che mi resta comunque un'ora di sonno, Ciopola permettendo. Mi infilo di nuovo sotto le coperte, mi giro e mi rigiro, ma niente da fare non riesco a riprendere sonno, poi alla fine gli occhi si chiudono e....paraparaparapappapapa (marcetta di topolino) è la sveglia che suona: inizia un nuovo giorno...
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martedì 20 marzo 2012
La tecnica dell'indifferenza al ciuccio
Ho forse già accennato in qualche altro post, al fatto che la Ciopo sia un'appassionata ciucciolatrice, anzi di più...infatti non le basta il ciuccio in bocca...le servono altri due da tenere in mano.
Sono sempre stata tollerente, assecondando la Ciopolesca ciucciomania, anche perchè, ad essere sinceri, sapere la bambina tranquilla rassicura anche la mamma.
Ultimamente sono accaduti fatti che mi hanno convinta che la Ciopo non ha realmente bisogno del ciuccio, insomma è davvero arrivato il momento di farla finita.
Beh, in effetti non ci vuole uno scienziato per capire quanto ho appena affermato, ma una mamma dal cuore di burro come me, a volte fatica un po' ad accettare la realtà dei fatti.
Insomma, dice la maestra che a volte in occasione del riposino pomeridiano, rifiuta il ciuccio per dormire...immagino che sia per non sfigurare con le sue compagne di classe, che in maggioranza hanno già abbandonato il ciuccio.
Quando siamo in auto e vuole fare un riposino, non esita ad addormentarsi senza il ciucccio, anzi neppure lo cerca...
Cogliendo questi incoraggianti segnali sto adottando la tecnica dell'indifferenza al ciuccio, con l'intento di arrivare ad un abbandono graduale e indolore dell'amico gommoso, perchè a tranciare d'un colpo non ce la faccio.
Francamente gli esiti della tecnica di abbandono, di cui sopra, non sono del tutto confortanti. In breve io evito di nominare il ciuccio e lascio che la Ciopo si addormenti (spesso per la verità, piegata dalla stanchezza) abbracciata a me nel lettone.
A volte riesce a dormire per l'intera nottata senza il suo fidato amico, in certi casi lo chiede (piangendo e urlando) a metà nottata, oppure prima di dormire scende dal letto e se lo prende.
L'errore sta tutto nell'assecondare le sue richieste, lo so. Ma se non dormo, non carburo e di notti insonni ne ho passate fin troppe in questi 3 anni (a volte ne ho parlato) e poi abitiamo in condominio e penso sempre al disturbo che le urla Ciopolesche nel cuore della notte potrebbero recare ai vicini.
Insomma non siamo ancora a niente e temo che sia veramente tanta strada da fare, sigh!
Sono sempre stata tollerente, assecondando la Ciopolesca ciucciomania, anche perchè, ad essere sinceri, sapere la bambina tranquilla rassicura anche la mamma.
Ultimamente sono accaduti fatti che mi hanno convinta che la Ciopo non ha realmente bisogno del ciuccio, insomma è davvero arrivato il momento di farla finita.
Beh, in effetti non ci vuole uno scienziato per capire quanto ho appena affermato, ma una mamma dal cuore di burro come me, a volte fatica un po' ad accettare la realtà dei fatti.
Insomma, dice la maestra che a volte in occasione del riposino pomeridiano, rifiuta il ciuccio per dormire...immagino che sia per non sfigurare con le sue compagne di classe, che in maggioranza hanno già abbandonato il ciuccio.
Quando siamo in auto e vuole fare un riposino, non esita ad addormentarsi senza il ciucccio, anzi neppure lo cerca...
Cogliendo questi incoraggianti segnali sto adottando la tecnica dell'indifferenza al ciuccio, con l'intento di arrivare ad un abbandono graduale e indolore dell'amico gommoso, perchè a tranciare d'un colpo non ce la faccio.
Francamente gli esiti della tecnica di abbandono, di cui sopra, non sono del tutto confortanti. In breve io evito di nominare il ciuccio e lascio che la Ciopo si addormenti (spesso per la verità, piegata dalla stanchezza) abbracciata a me nel lettone.
A volte riesce a dormire per l'intera nottata senza il suo fidato amico, in certi casi lo chiede (piangendo e urlando) a metà nottata, oppure prima di dormire scende dal letto e se lo prende.
L'errore sta tutto nell'assecondare le sue richieste, lo so. Ma se non dormo, non carburo e di notti insonni ne ho passate fin troppe in questi 3 anni (a volte ne ho parlato) e poi abitiamo in condominio e penso sempre al disturbo che le urla Ciopolesche nel cuore della notte potrebbero recare ai vicini.
Insomma non siamo ancora a niente e temo che sia veramente tanta strada da fare, sigh!
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