Era il 2 gennaio 2009. Dopo un'incredibile e dolorosissima notte finalmente sei nata tu. Ricordo perfettamente e credo che non potrà mai scordare la strana sensazione di averti tra le braccia, dopo averti accarezzato tanto dentro la pancia. Il tuo profumo, il tuo visino rotondo che faceva capolino dalla copertina appartenuta al tuo babbo. Che strano, non pensavo che saresti stata anche tanto affamata ed io così impacciata nel nutrirti.
È stato un giorno di pura gioia, l'amore è venuto con il tempo, ma alla fine sei riuscita a farmi perdere totalmente la testa. L'amore che provo per te è totalizzante e viscerale, al di sopra di tutto.
Da quel giorno la mia vita è cambiata e tu hai contribuito a far di me una persona migliore.
Oggi hai 4 anni e vorresti essere una principessa, come quelle dei DVD che adori e io ti lascio sognare, anche se un po' mi sento in colpa perché un giorno capirai che la realtà è diversa dalle fiabe, ma ci sarà tempo per crescere.
Tanti auguri mia principessa, perché tu possa vivere un bel compleanno!
Ti voglio bene.
La tua mamma.
mercoledì 2 gennaio 2013
2 gennaio 2009: un giorno speciale
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lunedì 31 dicembre 2012
BUON ANNO!
C'è una parola sola che mi viene in mente per descrivere l'anno che sta finendo: amarezza.
Gli eventi che hanno caratterizzato negativamente la mia vita professionale, le delusioni e le sconfitte sul fronte personale, mi hanno profondamente segnato e non vedo l'ora di chiudere questo capitolo per ricominciare un anno nuovo.
Mi illudo forse di trovare nel futuro qualcosa di positivo o comunque di migliore, forse sono un'ingenua ma provo a guardare avanti con speranza, lo devo a me stessa e alle persone che mi vogliono bene, in particolare a mia figlia che è una luce che brilla ed illumina il cammino.
Riprendendo le parole di un e-mail ricevuta da una collega, auguro a me stessa e a chi leggerà questo post :
di sorridere a dei sorrisi disinteressati,
di
riuscire a dire grazie per un gesto inaspettato
e provare ad essere migliori,
che é sempre possibile.
BUON ANNO!!!
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lunedì 24 dicembre 2012
Buon Natale!
Serena è la notte
Serena è la notte
e cantano gli angeli in cielo.
Pastori venite e nato Gesù.
Nel cielo ora brilla una stella,
fra tutti risplende più bella.
Il vento si tace nel mondo c'è pace:
È nato Gesù.
Attraverso la poesia di Natale della Ciopo, voglio augurare a tutte voi, amiche blogger ( e a chi passerà da qui x caso), un sereno Natale!
Serena è la notte
e cantano gli angeli in cielo.
Pastori venite e nato Gesù.
Nel cielo ora brilla una stella,
fra tutti risplende più bella.
Il vento si tace nel mondo c'è pace:
È nato Gesù.
Attraverso la poesia di Natale della Ciopo, voglio augurare a tutte voi, amiche blogger ( e a chi passerà da qui x caso), un sereno Natale!
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lunedì 10 dicembre 2012
È quasi Natale e....
È quasi Natale e vivo oscillando tra sentimenti positivi e negativi. Che ci posso fare, citando Samuele Bersani dico che io per un niente vado giù, è uno dei miei limiti.
Se da un lato è sicuro che non riusciremo mai ad avere un altro figlio naturalmente, dall'altro lato è certo che abbiamo con noi già un piccolo immenso tesoro che riempie la nostra vita.
Così aspettiamo Natale,
senza chiedere nient'altro che un po' di serenità per noi.
L'albero è stato decorato e il presepe di ancora del tutto pronto, ma lentamente ci stiamo addentrando nello spirito della festa, cercandone il vero spirito al di la di regali e pranzi abbondanti.
La Ciopo non mi ha dettato una lettera per babbo Natale, perché fondamentalmente credo che non impazzisca per i giochi pubblicizzati in tv o nei depliant dei negozi di giocattoli. Preferisce stare ad osservare le pagine di un libro o ascoltare qualcuno che glielo legge.
Avrà in ogni modo
i suoi regali .... Gioieremo assieme al lei. Va bene così.
Se da un lato è sicuro che non riusciremo mai ad avere un altro figlio naturalmente, dall'altro lato è certo che abbiamo con noi già un piccolo immenso tesoro che riempie la nostra vita.
Così aspettiamo Natale,
senza chiedere nient'altro che un po' di serenità per noi.
L'albero è stato decorato e il presepe di ancora del tutto pronto, ma lentamente ci stiamo addentrando nello spirito della festa, cercandone il vero spirito al di la di regali e pranzi abbondanti.
La Ciopo non mi ha dettato una lettera per babbo Natale, perché fondamentalmente credo che non impazzisca per i giochi pubblicizzati in tv o nei depliant dei negozi di giocattoli. Preferisce stare ad osservare le pagine di un libro o ascoltare qualcuno che glielo legge.
Avrà in ogni modo
i suoi regali .... Gioieremo assieme al lei. Va bene così.
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lunedì 12 novembre 2012
Triste epilogo
Come vagamente preannunciato nel precedente post, abbiamo
chiesto e ottenuto (coi loro tempi) un colloquio con le maestre.
L’esito è stato piuttosto deludente. I toni non sono mai
stati duri, abbiamo cercato una mediazione per evitare in ogni modo che un
aspro confronti potesse avere ripercussioni negative sulla vita scolastica
della Ciopo.
Abbiamo ribadito la loro mancanza di chiarezza.
Hanno ribattuto che il trattamento degli anticipatari in
questa Scuola è sempre stato il seguente: entri un anno prima, ma poi segui il
percorso dei bambini della tua età e per questo rimani nella scuola 4 anni,
insomma dovevamo sapere.
Non è dato sapere il modo in cui avremmo dovuto scoprire tutto
ciò dato che nel regolamento scolastico non se ne parla e abbiamo ricevuto
indicazioni tali da non farci dubitare delle nostre convinzioni.
Banalmente, infatti, anche sul cartellone con sopra indicati i
nomi dei bambini, affisso alla porta di classe, la Ciopo era ricompresa nel gruppo dei 4 anni.
Hanno ignorato la nostra eccezione e hanno insistito sul
fatto che anticipare l’inizio della Scuola Primaria è privare il bambino di un
anno in più di gioco.Abbiamo obiettato che non vogliamo inserirla alla Primaria per forza o per partito preso, un anno prima. Siamo solo dispiaciuti del fatto che avendo l’opportunità di scegliere, questa ci venga negata da un percorso obbligato che prevede dei passaggi piuttosto forzati, che a nostro avviso non danno l’opportunità di valutare al meglio la strada da prendere.
Le insegnanti si sono mostrate piuttosto determinate nel confermare la
decisione assunta, salvo un piccolo segnale di apertura (che suona come un
contentino per tenerci buoni) da parte di una di loro, che ci ha detto
che nel caso in cui decidessimo di iscrivere la Ciopo a Scuola un anno prima, potrebbero darci il materiale utilizzato in classe per preparare i bambini, in
modo che a casa possiamo lavorare anche noi in questo senso.
La prospettiva è scoraggiante, perché una cosa è lavorare a scuola coi
compagni e un’altra è provare a casa a fare attività individuali….Insomma si pongono davanti a noi due strade.
La prima - e più drastica - è cambiare Scuola già adesso in corso anno, scegliendone una che dia la possibilità di fare un percorso graduale e preparatorio alla scuola Primaria. Il problema è che sia Scuole pubbliche che private sono sovraffollate e non è facile inserirsi ad anno iniziato, ma non c'è garanzia neppure per il prossimo anno scolastico. L’effetto collaterale da non sottovalutare sarebbe quello di affrontare un cambiamento non da poco per la Ciopo, nuova Scuola, nuove insegnanti e nuovi compagni, per un anno o poco più.
La seconda, più soft, accettare quanto deciso dalle insegnanti e valutare con calma al momento dell’apertura delle iscrizioni alla primaria (febbraio 2014) il da farsi e nel caso in cui decidessimo di anticipare l'ingresso alle elementari, lavorare sulla preparazione a casa. Questa soluzione sarebbe meno traumatica dal punto di vista della vita sociale della Ciopo.
Abbiamo deciso di adottare quest’ultima soluzione, con tanta amarezza perché ci sentiamo delusi da un comportamento poco chiaro e per il fatto che ci sentiamo negate delle opportunità.
Potremmo fare anche un passaggio sul Preside, che essendo un
tipo senza attributi, come in altre occasioni, si rimetterebbe alle decisioni
delle insegnanti. Questo passaggio oltre a non fare chiarezza, potrebbe avere la conseguenza di un
inasprimento dei rapporti con le insegnanti e forse condizionare negativamente
il clima in classe.
Mi sento
davvero sconfortata, sento davvero di aver sbagliato tutto.
giovedì 25 ottobre 2012
Sono senza parole!
Torno a bomba, dopo una così
lunga assenza dal Blog, per sfogare un po’ la rabbia del momento.
Riassumo brevemente i fatti
accaduti. Lo scorso anno la Ciopo ha inziato la scuola per l’infanzia come anticipataria,
anche se come ho raccontato in questo post la scelta non è stata facile.
Ha vissuto l’anno scolastico
senza troppi problemi, a nostro avviso, integrandosi bene e seguendo il passo degli altri bambini
della classe e su questo fronte secondo me ha anche influito positivamente il
fatto che una buona parte dei compagni di classe sono nati nell’ultimo
quadrimestre dell’anno.
La scuola lo scorso anno aveva
tre classi distinte per età, una delle quali finanziata con fondi pubblici, che purtroppo
quest’anno sono venuti meno e quindi abbiamo una classe mista (3-4 anni) e una composta da bambini di 5
anni.
Ad inizio anno, quando ho
chiesto informazioni sull’organizzazione della didattica, mi è stato detto da una
delle insegnanti (peraltro la fiduciaria del Preside) che nonostante la classe
mista nulla sarebbe cambiato a livello didattico, perché le attività sarebbero
rimaste distinte per gruppi. Ho quindi dato per scontato che mia figlia avrebbe
seguito il gruppo dello scorso anno, peraltro il cartello affisso alla porta
della classe riportava il nome di mia figlia proprio insieme a quel gruppo.
Ad un mese ormai dall’inizio
della scuola scopro, dai racconti della Ciopo, che svolge normalmente attività
con il gruppo dei 3 anni, assieme ad altri 2 bambini (anticipatari).
Due giorni fa, in occasione della
riunione per l’elezione dei rappresentanti di classe, ho avuto conferma di
quanto affermato da mia figlia e quando ho provato a dire che ritenevo
scorretto non aver ricevuto comunicazione dalle maestre.
Mi hanno risposto con molta
veemenza che avrei dovuto saperlo, perché funziona così, la costituzione dei
gruppi ha seguito il criterio anagrafico, quindi mia figlia pur essendo anticipataria,
è nata nello stesso anno dei bambini del gruppo con cui lavora.
Hanno continuato dicendo che noi
non avevamo mai manifestato mai l’intenzione di anticipare l’ingresso
anticipato alla scuola primaria di nostra figlia, beh del resto nessuno ce lo
ha chiesto.
Ho chiesto se gli altri genitori
coinvolti, non presenti alla riunione, erano stati informati. Mi è stato detto
che in un caso non ce n’era stato bisogno poiché sanno come funziona in questi
casi, hanno un altro figlio che in passato frequentato la scuola come
anticipatario e per quanto riguarda l'altro caso nessuna risposta.
Ho ribattuto allora chiedendo spiegazioni
sul motivo per cui, nonostante tutto, mia figlia è stata coinvolta in attività
extrascolastiche (inglese e psicomotricità) esplicitamente riservate ai bambini
più grandi (4 e 5 anni). Risposta vaga, evasiva e poco convincente.
Dopo la discussione del tema in
pubblica assemblea, ho parlato faccia a faccia con le maestre (veramente ero decisa a procedere con un confronto privato sin dall'inizio, ma le emozioni mi hanno ad affrontare subito e pubblicamente un argomento che mi stava molto a cuore),
che si sono difese attaccando. Dicendo che secondo loro mi sarei trovata male a
far anticipare l’inizio della scuola alla Ciopo, poiché le avrei tolto un anno di gioco. Che sarebbe
stato meglio figurare come la più grande e non come la più piccola, enfatizzando
poi le loro asserzioni con esempi di genitori di bambini che in passato hanno
frequentato la scuola, che si sono
amaramente pentiti per decisioni sbagliate.
A nulla è valso far presente che
la Ciopo era rimasta turbata da questo cambiamento, mi ha detto che gli altri bambini al momento in cui i gruppi si dividono le hanno fatto notare la cosa .
In tutto ciò devo dire che fatico
a tenere i nervi saldi. Sono molto arrabbiata e purtroppo mi sento impotente di
fronte di una scelta che è stata fatta per mio conto, senza averne ricevuto
comunicazione. Ritengo in verità che a monte si tratti di una suddivisione dei gruppi basata su una mera questione di numeri, infatti le 2
maestre scegliendo il criterio anagrafico hanno così due gruppi composti rispettivamente da 13 e 16 bambini.
Una scelta a mio avviso furbesca,
dato che appare difficilmente opponibile nei fatti, del resto si è adottato un criterio anagrafico.
Ho chiesto un nuovo colloquio
con le maestre, stavolta sarà presente anche il Babbone (era venuto all’Assemblea
dei genitori, ma è dovuto scappare prima del termine per impegni di lavoro).
Nell’occasione ribadiremo che,
nonostante le loro opinioni personali e il fatto che sia stato già adottato un criterio
di suddivisione delle classi a noi non noto e non specificato per iscritto da
nessuna parte, siamo intenzionati a perseguire a torto o a ragione l’obiettivo
di mandare nostra figlia (nata pochi giorni dall’inizio dell’anno) alla scuola
elementare come anticipataria.
Se ci troveremo di fronte ad un
muro, come immagino, allora scaleremo verso l’altro, rivolgendoci al Dirigente
scolastico (noto uomo senza attributi)
Diversamente ci muoveremo per
sondare la possibilità di far frequentare a nostra figlia altra scuola, pur
considerando che un cambiamento simile potrebbe ulteriormente turbarla.
lunedì 20 agosto 2012
Un post per me
Ci sto seriamente provando da un bel po' di tempo a non vedere le cose con il mio solito inguaribile pessimismo. A cercare di andare oltre alla mia naturale inquietudine. Mi sto sforzando per non cadere nel buio di pensieri che portano solo all'autoflagellaizione.
Sì perchè a volte, se hai un desiderio, crederci fino in fondo aiuta. Volere è potere del resto.
Stavolta però ,per quanto tenacemente io stia resistendo, automotivandomi e spronandomi a vedere il bicchiere mezzo pieno, le cose non cambiano, anzi se possibile vanno peggio che meglio.
Niente di grave, per carità, ma mentre l'orologio biologico scorre, c'è sempre un nuovo ostacolo, una nuova piccola insidiosa complicazione, che mette in discussione tutto che si frappone al desiderio di questo secondo figlio.
E se per concepire la Ciopola avremmo smosso montagne, stavolta stiamo inconsapevolmente percorrendo la strada della rassegnazione.
Spesso, riflettendo, mi trovo a pensare che alla fine se questo è il destino non si può far altro che accettare.
C'è poi un esserino che non arriva al metro (o quantomeno lo sfiora), dalla lingua sempre attiva che molto spesso con la sua vocina quando meno te lo aspetti ti chiede: - mamma ma la cicogna quando me lo porta un fratellino?. Oppure osservando due signori con un cane se ne esce con parole che ti fanno venire i lucciconi: - almeno loro hanno una compagnia, io invece niente, non ho nemmeno un fratellino.Ha solo tre anni e mezzo mi ripeto, è condizionata da ciò che vede, dagli amici che hanno fratelli o sorelle, non può essere diversamente, cosa può saperne lei....ma se le sue parole fossero invece frutto di una profonda sensibilità? e se e ma...
E' davvero dura fare a pugni col destino e con la propria coscienza.
Sì perchè a volte, se hai un desiderio, crederci fino in fondo aiuta. Volere è potere del resto.
Stavolta però ,per quanto tenacemente io stia resistendo, automotivandomi e spronandomi a vedere il bicchiere mezzo pieno, le cose non cambiano, anzi se possibile vanno peggio che meglio.
Niente di grave, per carità, ma mentre l'orologio biologico scorre, c'è sempre un nuovo ostacolo, una nuova piccola insidiosa complicazione, che mette in discussione tutto che si frappone al desiderio di questo secondo figlio.
E se per concepire la Ciopola avremmo smosso montagne, stavolta stiamo inconsapevolmente percorrendo la strada della rassegnazione.
Spesso, riflettendo, mi trovo a pensare che alla fine se questo è il destino non si può far altro che accettare.
C'è poi un esserino che non arriva al metro (o quantomeno lo sfiora), dalla lingua sempre attiva che molto spesso con la sua vocina quando meno te lo aspetti ti chiede: - mamma ma la cicogna quando me lo porta un fratellino?. Oppure osservando due signori con un cane se ne esce con parole che ti fanno venire i lucciconi: - almeno loro hanno una compagnia, io invece niente, non ho nemmeno un fratellino.Ha solo tre anni e mezzo mi ripeto, è condizionata da ciò che vede, dagli amici che hanno fratelli o sorelle, non può essere diversamente, cosa può saperne lei....ma se le sue parole fossero invece frutto di una profonda sensibilità? e se e ma...
E' davvero dura fare a pugni col destino e con la propria coscienza.
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